Henry Sidgwick senza dubbio è stato uno dei
filosofi Inglesi più influenti e rappresentativi dell’epoca
Vittoriana così come uno dei più importanti economisti nella scena
di Cambridge. Il più popolare ed apprezzato successo di Sidgwick, è
indubbiamente l’opera The Methods of Ethics (1874) considerata un
classico della letteratura filosofica. Tuttavia, come le
pubblicazioni attestano, egli non fu solamente un filosofo, ma anche
un esperto epistemologo, classicista, economista e teorico politico.
Come testimonia lo stretto legame tra il lavoro di Sidgwick e quello
dei suoi successori, da Sidgwick avranno origine molte delle idee che
accompagneranno i membri della Cambridge school negli anni
successivi. Infatti il nome di Sidgwick ed una parte del suo apparato
teorico appariranno nei lavori di Marshall, ma anche di altre
importanti personalità del nuovo approccio all’economia, come
Pigou. The Principles of Political
Economy (1883), la sua prima opera a
carattere economico, parzialmente influenzata da Jevons e da alcuni
dei principali economisti dell’epoca, come Cairnes e Marshall, avrà
un'importanza fondamentale nello sviluppo di quel filone
dell’economia del benessere che avrà il suo culmine nell’opera
Wealth and Welfare
(1912) di Pigou. Il contributo di Sidgwick all’Economia Politica
non è passato inosservato; l’opera The Principles of Political
Economy, infatti, è stata elogiata da più di un vincitore del
Premio Nobel, tra cui George Stigler. Stigler, infatti, dopo aver
notato come il lavoro di Cournot e Dupuit sul monopolio e
sull’oligopolio abbia iniziato ad affacciarsi all’economia
Inglese, “in particolare attraverso Edgeworth, Sidgwick, e
Marshall”, afferma: “sto iniziando ad ammirare Henry Sidgwick
quasi quanto gli altri due. I suoi Principles of Political Economy
hanno due capitoli che si occupano delle teorie del capitale umano e
del comportamento non competitivo, che sono fra i migliori nella
storia della microeconomia”. In secondo luogo la sua descrizione
dei fallimenti del mercato e dei possibili rimedi, “l’Arte
dell’economia politica”, ha ricevuto numerosi riconoscimenti:
Marshall, per esempio, prova molta ammirazione nei confronti di
Sidgwick ed elogia questa parte dell’opera, definendola “la
miglior cosa di questo genere in ogni lingua” (Pigou, 1925).